Musica Corale - Programma di studio
La scuola di Musica Corale e Direzione di Coro del Conservatorio "B. Marcello" si distingue dagli ordinamenti generali di analoghi corsi italiani per alcuni particolari significativi.
La musica corale, ivi trattata, copre un periodo che va dagli albori della polifonia fino ai giorni nostri. Ovviamente, non potendo approfondire tutta la produzione corale di oltre un millennio in tre anni di corso, viene sviscerato un certo numero di esempi emblematici appartenenti a diverse epoche, da cui poter trarre indicazioni sugli orientamenti generali compositivi ed esecutivi del periodo preso in considerazione.
Per completezza, gli stessi esempi vengono poi trattati sotto diversi punti di vista: musicologico, analitico, vocale ed esecutivo.
Ecco un percorso tipico:
per quanto è possibile si risale all'originale dell'esempio trattato,
si studiano i rapporti tra la musica e la sua stesura grafica,
ne viene fatto un confronto con le eventuali trascrizioni già esistenti,
si evidenziano i limiti di dette trascrizioni e se ne ipotizzano eventuali ulteriori modalità,
si analizzano gli aspetti compositivi dell'esempio trattato, sia in senso orizzontale sia verticale, in relazione ai trattati teorici dell'epoca,
se ne analizza la vocalità e le modalità esecutive in rapporto alla trattatistica coeva, e alla prassi attuale.
Per quanto riguarda la composizione musicale vocale vera e propria, ci si esercita inizialmente sui modelli già osservati in precedenza, cercando di penetrare la problematica del rapporto scrittura musicale - testo letterario preesistente, così come esso è stato vissuto nei vari periodi, problematica questa che ha sempre accompagnato la musica corale. Si inizierà dagli autori in cui questo rapporto ha connotazioni più ravvisabili e semplici, con particolare attenzione agli autori attivi a Venezia tra la seconda metà del XVI secolo e l'inizio del successivo e si proseguirà con svariate esperienze sia su autori anteriori che successivi al periodo rinascimentale.
Verranno contestualizzati, in seguito, tutti gli aspetti indagabili della scrittura musicale:
il rapporto tra le voci
il "clima" musicale armonico
l'eventuale "liricità"
e tutte le problematiche che, via via, si pongono nella composizione vocale.
In seguito verranno sviluppate le diverse tipologie testuali, sacre e profane, in rapporto ad un proprio modus scrivendi, maturato nella pratica delle diverse scritture.
Si tenga presente che, rispetto ai libri di testo attualmente circolanti, tesi ad omologare la scrittura polifonica classica in un unico regime vicino a quello palestriniano, questo corso vuole rispettare le intuizioni compositive delle diverse epoche.
Una particolare importanza viene data ad una nuova lettura del fenomeno imitativo, su cui si basa gran parte della polifonia, che si manifesta alla fine del XIII secolo e perdura fino al XVIII, con conseguenze rilevabili fino ad oggi. Ciò fa parte di un libro di testo che l'insegnante attuale, il M° Marco Gemmani, sta editando.
Per quanto riguarda la direzione corale, il corso si esplica in lezioni collegiali in cui gli allievi cantano e, a turno, dirigono. Questo per verificare costantemente la qualità e la comunicatività del "gesto".
Un secondo aspetto cui viene data grande importanza, è l'apprendimento e il conseguente insegnamento della funzione vocale. I criteri sviluppati derivano dal "Metodo funzionale della voce" di Gisela Rohmert.
Per gli altri aspetti non trattati, ci si attiene alle attuali disposizioni ministeriali.
Il corso di Musica Corale e Direzione di Coro è destinato ad essere sostituito, nella riforma dei Conservatori già in vigore, da insegnamenti che investono anche l'area musicologica, tuttora inspiegabilmente assente dalle istituzioni musicali, ed è a questo che il corso si sta adeguando in questo momento.